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I ristori per la filiera brassicola e agroalimentare. Codici Ateco e percentuali di contributo previste dal Decreto Legge del 27 ottobre 2020.-

di Area Sviluppo Imprese

Il testo del c.d. Decreto Ristori, approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 ottobre scorso, contiene alcune novità e altrettante proroghe delle misure previste dal Decreto Rilancio (già approfondito in un nostro articolo del 21 maggio 2020).
Tale decreto segue il DPCM del 24 ottobre 2020 con il quale sono state disposte le chiusure delle attività che riguardano la filiera brassicola e agroalimentare e che hanno generato un pericoloso impatto socio-economico sull’intera categoria, già colpita negli scorsi mesi. 
I ristori previsti dall’omonimo decreto si inquadrano nell’ambito dei contributi a fondo perduto e i soldi dovrebbero essere accreditati sui conti correnti degli imprenditori «in tempi record entro il 15 novembre». 
Il Governo ha scelto la via di suddividere in categorie le attività colpite dalle ultime misure di contenimento introdotte, andando relativamente a individuare un’aliquota di ristoro ben definita, che parte dal 100% fino ad arrivare al 400% e comunque fino a un massimo di 150.000 euro. 
Il fondo perduto sarà riconosciuto anche alle partite IVA con ricavi superiori a 5 milioni di euro, per un importo pari al 10% del calo di fatturato. Tra gli esclusi dal provvedimento spiccano però i titolari di partita IVA aperta dopo il 25 ottobre 2020 e chi, precedentemente a questa data, ha chiuso l’attività. 
Potranno fare domanda le attività individuate dai codici ATECO allegati al decreto, qualora l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. 
Nello specifico, per quanto concerne la filiera, i codici di riferimento sono i seguenti:

561011

Ristorazione con somministrazione

200%

561012

Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole

200%

561030

Gelaterie e pasticcerie

150%

561041

Gelaterie e pasticcerie ambulanti

150%

561042

Ristorazione ambulante

200%

562100

Catering per eventi, banqueting

200%

563000

Bar e altri esercizi simili senza cucina

150%

823000

Organizzazione di convegni e fiere

200%

960905

Organizzazione di feste e cerimonie

200%

551000

Alberghi

150%

552010

Villaggi turistici

150%

552030

Rifugi di montagna

150%

552052

Attività di alloggio connesse alle aziende agricole

150%

949920

Attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby

200%

949990

Attività di altre organizzazioni associative n.c.a.

200%

Per le aziende della filiera agricola, della pesca e dell’acquacoltura è previsto – per il mese di novembre 2020 – l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, esclusi premi e contributi dovuti all’INAIL. Il medesimo esonero è riconosciuto anche a imprenditori agricoli, coltivatori diretti, mezzadri e coloni. 
Tra le novità fiscali è inoltre confermata la cancellazione del saldo IMU del 16 dicembre 2020, esclusivamente per le attività danneggiate dal DPCM del 25 ottobre 2020 e a patto che il proprietario dell’immobile sia anche il gestore dell’attività. 
Via libera inoltre al bonus del 60% sugli affitti commerciali, fino a dicembre, e anche in questo caso anche alle partite IVA con ricavi superiori ai 5 milioni di euro. 
Resta la possibilità di cedere il bonus riconosciuto al proprietario dell’immobile commerciale, in cambio di uno sconto di pari importo sull’ammontare del canone dovuto. 
Proroga della cassa integrazione, due mensilità in più di reddito di emergenza e sospensione dei versamenti contributivi sono le principali novità in materia di lavoro, accanto al rinnovo del bonus INPS di 800 euro per i lavoratori del settore sportivo e di 1.000 euro per i lavoratori dello spettacolo, del turismo e degli stabilimenti balneari. 
La proroga della cassa integrazione è di ulteriori 6 settimane da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche.
È prevista un’aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato. La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni. 
Torna in campo anche l’INPS. Il Decreto Ristori conferma la proroga del REM, il reddito di emergenza, di importo compreso tra i 400 e gli 800 euro, che sarà erogato per ulteriori due mensilità. 
Nelle mani dell’INPS ci sarà inoltre la nuova tornata del bonus Covid-19 per i lavoratori colpiti dalle nuove chiusure, stagionali, lavoratori dello sport e dello spettacolo in primis. 
Per quel che riguarda le misure per i lavoratori dello spettacolo e del turismo sono previste: 
  • una indennità di 1.000 euro per tutti i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo; 
  • la proroga della cassa integrazione e indennità speciali per il settore del turismo.

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Chiusure comparti di filiera. Ristoranti, bar, pub, laboratori artigianali nel DPCM 24 ottobre 2020.-

di Area Legislativa 

Sono entrate in vigore ieri, lunedì 26 ottobre, e lo resteranno fino al 24 novembre, le nuove misure previste nel DPCM del 24 ottobre 2020. Nuove restrizioni e misure di contenimento del contagio Covid_19 sono state emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri. 
Passa la linea dura di Governo con la quale si dispone la chiusura dalle 18:00 alle 5:00 del mattino di tutte  le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie).
Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. 
È obbligatorio nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.
Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico mentre è consentita la ristorazione con consegna a domicilio (delivery) nel rispetto delle norme igienico-sanitaria. 
È consentita fino alle ore 24.00 la ristorazione con asporto (take away), con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
Stop a feste dopo matrimoni e cerimonie: sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose.
Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
L’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali, negli aeroporti e nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade è consentita.
La ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita senza limiti di orario, limitatamente ai propri clienti. 
Le sagre, le fiere di qualunque genere e altri eventi analoghi sono vietati così come sono sospesi i convegni e i congressi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza. 
Non si possono organizzare riunioni in presenza e dunque è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza.
Unica buona notizia è che restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, le attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.
Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.
In linea generale per gli spostamenti il decreto indica che «È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi».
Il decreto impone l’osservanza dei protocolli nelle 196 pagine di allegati allo stesso e, nello specifico, chiede alle Associazioni di categoria di rammentare ciò che è previsto all’allegato n. 19, ovvero:
1. lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani; 2. evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; 
3. evitare abbracci e strette di mano; 
4. mantenere, nei contatti sociali, una distanza interpersonale di almeno un metro; 
5. praticare l’igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie); 
6. evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva; 
7. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; 
8. coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce; 
9. non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; 
10. pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; 
11. è fortemente raccomandato in tutti i contatti sociali, utilizzare protezioni delle vie respiratorie come misura aggiuntiva alle altre misure di protezione individuale igienico-sanitarie.

Decreto 24 ottobre 2020 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/25/20A05861/SG

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Nuova Ordinanza Regione Lombardia anti-Covid19. Disposizioni per ristoranti, bar, pub, distributori automatici e vendita di alcolici.-

di Area Legislativa

Da oggi 17 ottobre e fino al 6 novembre 2020 sono in vigore le nuove restrizioni che riguardano il comparto ricettivo e di ristorazione che vanno a integrare il DPCM dello scorso 13 ottobre inerente le misure di contenimento del contagio da coronavirus. 

L’ordinanza è valida per l’intero territorio regionale senza ulteriori e decisive restrizioni per la città di Milano.

E’ stato fissato alle ore 24 l’orario di chiusura degli esercizi pubblici, dei locali serali e dei ristoranti, come già previsto dal decreto governativo. In queste attività dopo le ore 18 il consumo di alimenti e bevande sarà consentito esclusivamente ai tavoli
Tali limitazioni non si applicano agli esercizi situati lungo le autostrade e nelle aereostazioni.
E’ inoltre previsto il divieto di consumare alimenti e bevande sul suolo pubblico dopo le ore 18 e fino alle 6 del mattino.

La vendita di alcolici da asporto termina alle ore 18 da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici, nonché da parte degli esercizi commerciali e delle attività artigianali.
Sono chiusi dalle 18.00 alle 6.00 i distributori automatici cosiddetti “H24” che distribuiscono bevande e alimenti confezionati, con affaccio sulla pubblica via. Tale misura non si applica ai distributori automatici di latte e acqua.
L’ordinanza prevede una stretta decisiva sul consumo di alcol che è sempre vietato nelle aree pubbliche compresi parchi, giardini e ville aperte al pubblico.
La ristorazione con consegna a domicilio (delivery) è sempre consentita.
I sindaci possono adottare ulteriori misure restrittive, anche in relazione al divieto assoluto di assembramento, e devono assicurare massima collaborazione ai fini del controllo sul rispetto delle presenti misure.
Tutte le attività economiche e produttive devono essere svolte nel rispetto delle misure contenute nell’allegato1 all’ordinanza.
E’ revocata l’Ordinanza n. 619 del 15 ottobre 2020.
Resta salvo, per gli aspetti non diversamente disciplinati dalla recente ordinanza, quanto previsto dalle misure di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 ottobre 2020 e dalle Ordinanze del Ministro della Salute vigenti.
Ordinanza n. 620 https://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/8273fc8e-743e-4642-b941-cbcdbdd81721/ORDINANZA_620_del_16_ottobre_2020.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=ROOTWORKSPACE-8273fc8e-743e-4642-b941-cbcdbdd81721-nkPgBuV
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DPCM 13 ottobre 2020. Nuove regole per pub, ristoranti, laboratori artigianali, esercizi di vicinato e street food.-

di Area Legislativa e Area Sviluppo Imprese

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 13 ottobre 2020 che contiene ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Le nuove prescrizioni entrano in vigore oggi e vanno a incidere su una parte importante della filiera brassicola e agroalimentare poichè riguardano il comparto della ristorazione (a tutti i livelli), del catering e degli eventi (feste e cerimonie), delle attività commerciali al dettaglio, in maniera diretta e indiretta.
In sintesi, riassumiamo le principali prescrizioni:
Bar e Ristoranti
  • Chiusura delle attività alle ore 24.
  • Dopo le ore 21 divieto di consumare in piedi, verranno serviti solo i clienti seduti ai tavoli al chiuso o all’aperto (nel decreto di parla di “consumo” che nulla ha a che spartire con il “servizio assistito” al tavolo). Pertanto, indipendentemente dalla presenza o meno di addetti alla sala, il consumo di cibi e bevande è consentito fino a chiusura locale purchè dalle 21:00 la clientela sia seduta a tavoli e/o appoggi abbinati a sedie sia all’interno del locale sia all’esterno, mantenendo la prescritta distanza di un metro.
  • Permesso – come in passato – ogni servizio di asporto (take away), purché la consumazione non si svolga davanti al locale dopo le 21.
  • Il servizio di delivery è continuativo fino a chiusura, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.
Discoteche e Feste

  • Restano chiuse le discoteche e le sale da ballo.
  • Vietate tutte le feste private al chiuso o all’aperto.
Fiere e Cerimonie

  • Concesse fiere e congressi, fatte salve le regole già in vigore su distanziamento sociale, protezioni e igiene.
  • Le cerimonie civili e religiose, dai matrimoni ai funerali per esempio, sono concesse con la partecipazione di massimo 30 persone.
Nello specifico l’art. 1 stabilisce testualmente:
dd) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10. 
ee) le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21 e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente. 
ff) restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
L’art. 2 invece ribadisce che sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto salvo quanto previsto dall’art. 1, debbano rispettare i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato 12, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui all’allegato 13, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all’allegato 14.
Le disposizioni del decreto si applicano dalla data del 14 ottobre 2020 in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 agosto 2020, come prorogato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 settembre 2020, e sono efficaci fino al 13 novembre 2020.
Corre l’obbligo di rammentare le prescrizioni dell’allegato n. 11 al decreto che riguarda le misure da adottare in ogni esercizio commerciale.

1. Mantenimento in tutte le attivita’ e le loro fasi del distanziamento interpersonale

2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura. 
3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria
4. Ampia disponibilita’ e accessibilita’ a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. 
5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale. 
6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attivita’ di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande. 
7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalita’: 
a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie; 
b) per locali fino a quaranta metri quadrati puo’ accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori; 
c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso e’ regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita. 
8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.
Si intende che le Regioni potranno intervenire con ulteriori e separati provvedimenti “peggiorativi” per disciplinare le attività che si riterranno opportune in base all’andamento epidemiologico locale.
 

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Covid-19 e Regione Campania. Nuovo chiarimento sulle vendite on line.-

Area Legislativa

Come ormai noto, la Regione Campania con ordinanza del 28 marzo 2020 ha espressamente sospeso l’attività di ristorazione, bar, pub, gastronomie, pasticcerie, laboratori e gelaterie vietando anche le consegne a domicilio e la vendita on line da parte degli stessi fino al 14 aprile 2020.

Tuttavia la stessa Regione con un chiarimento molto importante che riporta la data del 5 aprile 2020 (http://www.regione.campania.it/assets/documents/chiarimento-n-16.pdf) ha specificato testualmente che “la citata ordinanza non si riferisce all’attività industriale di produzione di prodotti dolciari al fine della distribuzione di prodotti confezionati ed etichettati, con codice ATECO 10 (Industria alimentare)”.
Nella famiglia del codice Ateco 10 sono compresi la produzione di prodotti da forno e farinacei (Ateco 10.7) e la più generica produzione di altri prodotti alimentari (Ateco 10.8).
Da ciò ne deriva che una serie di attività che rientrano in questa categoria e che hanno la possibilità di confezionare ed etichettare la merce hanno anche la possibilità di effettuare la vendita on line dei loro prodotti attraverso piattaforme commerciali private o di terzi. 
Sono certamente facilitate le attività commerciali che hanno già attivato un proprio sito di e-commerce mentre per chi invece ne volesse attivare una ex novo il nostro suggeriamo è quello di rivolgere l’attenzione alla possibilità concreta che la vendita on line possa continuare al termine dell’emergenza pandemica e di fare una seria valutazione della propria capacità e organizzazione di impresa.